CLEMENZIA. Virginio, non piú parole. S'io son stata una trista, m'hai fatta tu. Sai bene che, prima che tu, non mi ebbe altri che il mio marito. Io dico che le fanciulle si voglion trattare altrimenti. Non ti vergognavi di volerla maritare a un vecchio rantacoso che le potrebbe esser nonno?

VIRGINIO. E che hanno i vecchi, manigolda? Son mille volte meglio che i giovani.

CLEMENZIA. Tu sei uscito del sentimento: e però fa bene ognuno a scorgerti e darti ad intender le ciaramelle.

VIRGINIO. S'io la truovo, la strascinarò a casa pe' capegli.

CLEMENZIA. Farai pur come colui che si toglie le corna di seno e se le mette in capo.

VIRGINIO. Non me ne curo. Tanto se ne saria. Basti ch'io me le tagliarò.

CLEMENZIA. Govèrnate a tuo modo, ché non ti dorrá la testa.

VIRGINIO. Io ho avuti i segnali come la va vestita. Tanto la cercarò ch'io la trovarò. Poi bastisi.

CLEMENZIA. Fa' come tu vuoi, ch'io mi vo' partire; ch'io perderei il tempo a lavar carboni. Ma…

SCENA IV