FABRIZIO. Che padre? che madre? Io non ebbi mai altro padre che Virginio né altra madre che Giovanna. Voi mi parete una bestia. Che vi credete, forse, ch'io non abbi alcun per me?

GHERARDO. Virginio, sai che dubito? che, per maninconia, non abbi a questa povera giovane dato volta il cervello.

VIRGINIO. Trist'a me! ch'io me n'accorsi fino al principio, quando vidi che con sí poca pazienzia mi venne innanzi.

GHERARDO. No: questo poteva proceder da altro.

VIRGINIO. E da che?

GHERARDO. Com'una donna ha perduto l'onore, tutto 'l mondo è suo.

VIRGINIO. Io dico che l'ha qualche pazzia nel capo.

GHERARDO. Pur, si ricorda del padre e della madre; mentre par che non ti conosca.

VIRGINIO. Faciamola entrare in casa tua, poi che gli è qui vicina, ché alla mia non la potrei far condurre senza farmi scorgere a tutta la terra.

FABRIZIO. Che se consegliano quei rimbambiti, fratelli di Melchisedec?