STRAGUALCIA. All'ostaria tornarò io volentieri e conto farò io a vostra posta; ma pensate d'avere a pagar voi. S'io non facesse qualche volta il viso dell'arme a questo sciagurato, non potrei viver con lui. Egli è piú vil ch'un coniglio. Com'io lo bravo, non fa parola; ma, s'io me gli mettesse sotto, mi squartarebbe, sí gross'ha la discrezione! Buon per me che lo conosco!
PEDANTE. Il Frulla m'ha detto che Fabrizio sará in verso piazza. E però sará buono ch'io pigli di qua.
SCENA II
GHERARDO, VIRGINIO e PEDANTE.
GHERARDO. De la dote quel che è detto è detto. La dotarò come tu vorrai; e tu aggiugni mille fiorini, quando tuo figliuol non si truovi.
VIRGINIO. Cosí sia.
PEDANTE. S'io non m'inganno, io ho veduto questo gentiluomo altre volte; né mi ricordo dove.
VIRGINIO. Che mirate, uomo da bene?
PEDANTE. Certo, questo è il padrone.
GHERARDO. Lascia mirar quel che gli piace. Debb'esser poco pratico in questa terra: ché, negli altri luochi, non si pon mente a chi mira come qui; ma si lascia mirar ognuno.