È una Canzone di strofe 7, che comincia:

Le infastidite labra incuj gia posi

Finisce:

Poi che Iddio me contro e 'l mondo in ira.

Questo poeta, che scrisse molte Rime, delle quali poche abbiamo in istampa, fioriva sul finire del secolo XIV. Egli si chiamò Simone Forestani di Ser Dino Sanese, e fu appellato il Saviozzo. La predetta Canzone, composta dall'autore pochi dì prima ch'ei s'uccidesse in carcere, si stampò in Firenze dal Bonaccorsi nel 1490, a cura di Cesare Torto, che la inserì nella Raccolta di Rime di Agostino Staccoli.

Seguita nel Codice un Titolario appartenente al secolo XV, che occupa presso che 7 colonne, in un carattere quasi inintelligibile: indi il Sonetto che comincia: Molti volendo dir che fusse amore, ecc. Poi l'Ave Maria disposta in 16 terzine, che comincia: Ave stella diana luscie serena. Amendue questi componimenti sono senza nome d'autore. Il primo però, come è noto, è di Dante; ed il secondo di Maestro Antonio da Ferrara: fu pubblicato da Monsignor Telesforo Bini, a fac. 37 delle Rime e Prose del buon secolo della lingua ec.; Lucca, Giusti, 1852, in 8.º: offre varietà di lezione.

XV. — Cantari de la Reina doriente.

Comincia:

Superna maiesta da cui procede

Ciò che nel mondo da ogni sustanza