La biblioteca ed il museo passarono, poi, in eredità al fratello. Morí nel 1844 (6 maggio). Passò la maggior parte della sua vita sempre seduto, circondato da antiquari, orafi e gioiellieri, da quanti oggetti d'arte che d'ogni specie possono immaginarsi, da libri, da pappagalli e da animali non comuni di cui era appassionatissimo[57].

Infermo di grave malore, non ricorse ai medici che molto tardi. Il principe di Biscari non credeva alla medicina: e pure aveva tanta fede nell'... archeologia!

Bausan Giovanni. — Nacque a Gaeta il 14 aprile 1757 da Giuseppe, tenente generale nell'esercito napoletano e da Rosa Pinto y Fonseca.

Fu ammesso a dieci anni nella regia accademia di marina di Napoli[58].

Dal marzo al settembre 1774, e dal giugno all'ottobre 1785 navigò sulla galera padrona e nel luglio seguente sulla fregata Santa Amalia, sulla galera San Germano e sulle fregate Santa Dorotea e Santa Chiara.

Serví sulle navi inglesi dove fu inviato con altri dal ministro Acton; nel 1782 combatté al fianco dell'ammiraglio Rodney, e nell'infruttuosa spedizione contro Algeri del 1774, Bausan comandò lo sciabecco Robusto e riportò una ferita nella coscia.

Nel 1788 combattette contro i barbareschi.

Nel 1798, alla fuga del re Ferdinando IV da Napoli, il Bausan trovavasi a Palermo colla corvetta Aurora per caricarvi armi.

Durante la repubblica partenopea stette col Caracciolo e dopo, promosso capitano di vascello, fu imprigionato ed esiliato in Francia.

Coi Francesi tornò in Napoli e fu preposto al supremo comando delle forze navali.