Vinse gli Inglesi ai 24 e 25 giugno 1809[59] e fu nominato barone da Gioacchino Murat con una donazione di 10,000 ducati in beni.

Negli anni 1812-13-14 tenne il comando della flottiglia leggera e dei vascelli Capri, Gioacchino, e della fregata Letizia.

Alla restaurazione del 1816 fu riformato e nominato giudice e presidente in diversi consessi di guerra e della marina.

Nel luglio 1820, scoppiati i moti di Sicilia, fu richiamato in attività di servizio.

Morí nel 1825; le sue ossa, trasportate nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, non ebbero onore di marmi.

Borrelli Pasquale. — Nacque a Tornareccio (Chieti) nel 1782 da Gaudenzio, dotto medico, e Concetta d'Antonio.

Ebbe la prima educazione in seminario, e nel 1796 fu avviato nel collegio di Chieti per apprendervi le matematiche e la filosofia. Nel 1798 tornossene a Napoli, dove volle addirsi alla medicina. Studiò presso Onorato Ricci, presso il Guidi, fisico, e medicina col Macry e nello stesso anno pubblicò per le stampe: Euricipia zooanosiae[60].

Compiuti appena gli studi di medicina, e divulgatosi il nome del Borrelli nella capitale, si vide tosto circondato da folto stuolo di giovani che lui volevano maestro nelle scienze mediche. E il Borrelli di buon grado secondò quelle istanze, insegnando, in una cattedra dell'ospedale di San Giacomo, la materia medica. Volgendo intanto l'anno 1805, gli amici lo persuasero ad entrare nel foro, dove la sua eloquenza avrebbe trovato un campo piú esteso, poiché prima prerogativa di lui era il parlare facondo e spontaneo. Epperò — tralasciati gli studi di medicina — divenne in breve tempo peritissimo in legge e nel mestiere d'avvocato salí in gran fama non solo in Napoli, ma in tutto il regno.

Amò nel 1807 passionatamente Rosina Scotti, bella e colta fanciulla, che immaturamente morí nell'età di ventuno anni. (Vedi Vincenzo Fontanarosa: Una congiura a Napoli nel 1807).

Fu inconsolabile il Borrelli di tale perdita e scrisse versi teneri e pietosi, bellissimi. Da quell'epoca egli lasciò il foro per tornare ancora una volta alla scienza ed alle lettere.