Fu geografo e storico scrupoloso e rimasero di lui opere insigni.
Nel 1801 fu elevato da papa Pio VII alla dignità di abate benedettino. Nel 1806 fu nominato professore di geografia nella regia università degli studi, revisore di libri esteri e membro della commissione creata per il restauro della pubblica istruzione.
Nel 1811 fu professore di storia e di belle lettere sublimi nel reale istituto politecnico militare e membro del consiglio di perfezionamento.
Fu rappresentante del Sannio al Parlamento del 1820, e consacrò l'onorario di 180 ducati ai veterani ed alle vedove dei soldati morti in battaglia.
Morí in patria nel 1836.
Galdi Matteo. — Fu cavaliere della Corona di ferro, membro della giunta di pubblica istruzione, direttore della biblioteca della regia Università, socio dell'accademia Pontaniana e dell'accademia di Harlem.
Nacque in Coperchia, in quel di Salerno, ai 5 di ottobre del 1766 da Pasquale ed Eugenia Fiore, agiati proprietari.
Ebbe a Salerno la sua prima educazione e poi a Napoli. Nell'occasione della morte di Carlo III scrisse un poema in versi sciolti che gli procurò l'applauso universale ed il favore della Corte.
Abbracciò la carriera del foro, ma dovette abbandonarla nel 1794 e passare in Francia, dove iniziò la carriera delle armi, ottenendo perfino il grado di capitano.
Fu spedito dalla repubblica in Olanda in missione di ministro plenipotenziario, ed essendosi ivi trattenuto dal 1799 al 1809, pubblicò un quadro politico di quella nazione.