Dichiarato nel 1820 deputato del Parlamento non fu studioso che del bene del suo paese. Venne nominato ricevitore generale della provincia, ed ebbe tre volte la presidenza del consiglio generale della medesima, fu deputato delle opere pubbliche provinciali e della commissione di salute.

Queste serie occupazioni se lo distrassero al seguire con ardore i suoi studi, non lo tolsero interamente alle accademie scientifiche e letterarie. Fu ascritto all'Arcadia di Roma, ai Trasformati di Noto, e fra i pastori Aratusei. Fu socio ordinario della società economica del suo paese, corrispondente di quella di Girgenti. Fu ascritto anche al VII congresso degli scienziati.

Nel 1843 era stato nominato gentiluomo di camera, con esercizio, del re delle Due Sicilie Ferdinando II.

Vasto Tommaso. — Ebbe la cuna nel comune di Cardinale in sul finire del 1757. Fu educato nel seminario di Nola, ove professò poi, per ben trent'anni, diritto civile e canonico. Nel 1820 era canonico decano di quel capitolo e vicario generale della diocesi.

Visconti Ferdinando. — Nacque a Palermo ai 9 di gennaio 1772 da Domenico Visconti capitano del reggimento di fanteria Real Napoli. Nel 1778 fu nominato cadetto.

Dieci anni dopo entrò nella Reale accademia militare in cui compí l'educazione e gli studî, premio dei quali fu il grado di sottotenente nel reggimento Re del corpo reale di genio ed artiglieria, conseguito ai 27 febbraio 1791.

Come sospetto di professare dottrine liberali, nel 1794 fu posto in giudizio, congedato dal servizio militare e condannato alla reclusione d'un decennio nel castello di Pantelleria. Ivi passò sette anni ed alla pace di Firenze fu posto in libertà; ma non potendo trovare impiego in Napoli, andò a cercarlo a Milano. Al 1º settembre 1802 venne nominato tenente nel corpo degli ingegneri topografici della repubblica italiana. I suoi talenti superiori nelle scienze esatte non tardarono a farsi conoscere, sí che nel 1805 fu destinato per aggiunto al capo di quel corpo topografico per la parte riguardante le osservazioni astronomiche e le operazioni trigonometriche. In quell'anno istesso seguí a Bologna e nel Veneziano lo stato maggiore dell'esercito, comandato dal viceré d'Italia. E quando nel seguente anno tutti i Napoletani impiegati in Francia ed in Italia vennero congedati, egli meritò l'onorevole eccezione conceduta a pochissimi, di rimanere agli stipendi del regno italico.

Ricevette allora la missione di recarsi in Vienna per ottenere la consegna delle carte e dei documenti topografici relativi allo stato Veneto, i quali, pel trattato di Presburgo, l'Austria dové cedere all'Impero francese. Tornato a Milano con quelle spoglie, non rimase a lungo inoperoso. Dal maggio 1808 fino al gennaio 1809 egli percorse tutte le coste dell'Istria, delle isole del Quarnero, della Dalmazia e dell'Albania, determinando con osservazioni astronomiche la loro posizione geografica, affine di costruire la carta idrografica dell'Adriatico. Fu nominato cosí capitano in secondo nel corpo degli ingegneri geografici.

Nel 1810 gli venne affidata altra commissione allorché sotto gli ordini del generale Danthouard attese a stabilire nel Tirolo la nuova linea di confine tra il regno italico, la Baviera e le provincie illiriche; ciò che gli valse la promozione a capitano in primo nel corpo accennato e quindi nell'anno successivo quella a sotto direttore del deposito generale della guerra.

Nel 1813 fu capo squadrone nel corpo degli ingegneri geografi e nello stesso anno compí una ricognizione generale militare sulle frontiere delle provincie illiriche da Villach fino allo sbocco dell'Unna nella Sava.