Articolo tolto dal giornale del 1820-21 La Minerva napoletana, vol. II, p. 139 (fondata da Giuseppe Ferrigni con Carlo Trova e Raffaele Liberatore).

Napoli, febbraio 1821.

Il Ministero

..... solve senescentem mature senus equum, ne peccet ad extremum ridendus et illa ducat.

Horat.

La patria è in pericolo! A questo annunzio debbono cessare le virtú timide: La Minerva napoletana è stata forse troppo moderata fin'oggi, e forse non aveva abbastanza di lodi verso i ministri: oggi i di lei doveri sono cangiati!

Lungi da noi l'idea che il ministero tradisca la nazione, o che l'essersi eletti nel 10 dicembre gli uomini rispettabili onde è composto, sia da riguardarsi come un secondo e piú funesto colpo di Stato! Cotal pensiero appartiene ai nemici.

Ma i ministri non possono per la loro età presiedere al movimento degli spiriti: questa sola ragione basta perché debbano rassegnare le cariche.

In un momento in cui forse una nuova religione politica, come la nostra, in un momento in cui nuovi Diocleziani senza talenti, si preparano ferocemente dall'Istro ad apprestarle i primi martirî e quindi un sicuro trionfo, egli è fuori di proposito che i vecchi, con deboli mani, si facciano a dirigere la gran lotta. Godano essi la ricompensa della loro probità, siano circondati dalla pubblica stima e riconoscenza, pei loro consigli si abbia il dovuto riguardo; ma cessino finalmente, se amano il loro paese, cessino di credersi atti a sostenere un peso — ahi! — cosí grave!

Se il signor Acclavio, già designato ministro dell'interno, avesse voluto scusarsi a cagione della sua età, qual migliore cittadino di lui?