Il grido del riscatto arrivò tosto alla Reggia, e risvegliò la memoria delle antiche promesse. Non tardò ad apparire l'effetto nel decreto de' 7 luglio 1820.

In esso il re si compiacque di fondare nei suoi Stati la costituzione di Spagna con quelle sole modificazioni che la rappresentanza nazionale avesse potuto proporre.

Era questa la maggior parte del regno allora quando venne scossa da questa nuova: né ascoltolla dai valorosi di Monteforte, ma dal proprio sovrano. In tal caso la libertà, che in alcuni siti era stata chiamata, giunse in altri inattesa: ma in tutti fu accolta con quel vivo entusiasmo che accompagna la soddisfazione delle lunghe speranze.

La riconoscenza del popolo superò la sua gioia.

Non acclamò egli giammai la costituzione di Spagna, senza mescervi il nome di colui che gliel'avea accordata; e Ferdinando I non mai potè tanto sulla sua nazione, che quando mise una legge al proprio potere.

Sentí egli la sua gloria ed accumulò tutti i mezzi di consolidarla. Sette giorni appena eran corsi, da che egli aveva adottata la costituzione di Spagna, ed innanzi alla Giunta provvisoria recentemente creata, ei ratificò la sua scelta col giuramento.

Tutti i principi suoi figli seguirono l'esempio: e la sua famiglia ed il suo popolo non ebbero quindi che un patto.

Comparve il giorno piú celebre nei nostri annali politici, il primo di ottobre. Nel volto d'infiniti spettatori si vedea brillare la sorpresa, la riverenza ed il gaudio. Un tenero e taciturno contegno era visibile nei vostri sguardi ed in tutti i vostri movimenti.

La conferma della costituzione di Spagna uscí appena dalle labbra del re; ebbe egli appena invocato il tremendo nome di Dio, ed un immenso concerto di voci che tutte insieme esprimeva gli affetti piú cari, scosse le mura del tempio. Egli vide che la piú soave sensazione di un monarca è il grido festoso e spontaneo della riconoscenza di un popolo.

Fa d'uopo osservare che sorbí egli la soddisfazione fino all'ultima stilla. Un fiore non fu sparso, non fu emesso un accento che non risvegliasse nel di lui cuore un piacere distinto. Egli adornò con l'augurio della vostra salute la giocondità della mensa; protestò che i suoi sonni eran divenuti piú dolci; non si nascose il vantaggio di aver vestito il suo trono d'una luce novella.