“Tutte siam fatte„: gli è che queste parole, insieme col racconto a cui servono di conclusione, son poste esse pure in bocca ad una donna. Ma se Fiordalisa modestamente parla così, mettendo sè medesima in mazzo con tutte l'altre, in lei almeno avremo finalmente un esemplare di perfetta lealtà femminile. Chi non ha presente quel suo pietoso andar di continuo in traccia di Brandimarte, che via via ritrova per poi riperderlo di bel nuovo? Se c'è donna amante, quella è lei di sicuro. Ma, ohimè, che ancor essa dà qualcosa a ridire! È troppo, per verità, il compiacimento col quale contempla il bel Rinaldo addormentato (I, XIII, 50), perchè un certo sospetto che il poeta s'è permesso poco prima (st. 48) abbia a parer calunnioso.
Sicchè in conclusione le donne dell'Innamorato son tutt'altra cosa che le Isotte e le Ginevre. Si capisce che nell'animo del poeta c'è una persuasione analoga a quella che ispira al Leopardi l'Aspasia. Gl'idoli a cui si brucian gl'incensi sono, pur troppo, ben lontani in generale dall'essere quali l'immaginazione li rappresenta. L'amore, maschile e femminile, riposa sopra una continua illusione; ciò che s'adora è un fantasma della propria mente; sennonchè per il Boiardo — e tutti saremo con lui — una volta che l'illusione riesce gradita e feconda di bene, merita di essere tenuta nel medesimo conto in cui si terrebbe la realtà. Questo concetto, mentre ci porta lontano dalle tradizioni consuete dei romanzi cavallereschi, ci riconduce alla vita del nostro Matteo Maria. Si rammenti il Canzoniere; si ricordi Antonia Caprara. Così ci si verrà sempre più persuadendo che l'Innamorato è altra cosa che una semplice opera d'arte.
Della tela del poema non crederei indispensabile di farvi, sia pur rapidissimamente, l'esposizione, quand'anche al punto in cui sono non dovessi rammentarmi che tra le virtù del Boiardo ce n'è una nella quale giova che io mi specchi: il saper fare i conti colla pazienza di chi sta ad ascoltare. L'orditura ha qui assai poca importanza; l'importanza sta nelle molteplici narrazioni particolari. Queste s'intrecciano, spesso interrotte, più tardi riprese. Il procedimento per cui parecchie azioni camminano di conserva, dando luogo a continue spezzature, viene all'Innamorato dai romanzi della Tavola Rotonda, e segnatamente dal Tristano, dal Lancillotto, dal Girone il Cortese. Ma ciò che in questi è un mero e impaccioso portato della necessità, nelle mani del Boiardo si converte in un procedimento artistico, mediante il quale la curiosità è stuzzicata, e si consegue una varietà che mai l'uguale.
Ciò che assai mi duole si è che mi sia impedito di mostrarvi le ricchezze meravigliose della poesia del Boiardo, paragonabili a quelle della sua grotta di Morgana,
Che solo a dir di lor seria un volume;
E non ha tante stelle il ciel sereno,
Nè primavera tanti fiori e rose,
Quante ivi ha perle e pietre preciose.
(II, VIII, 19).
Che attitudine a concepire figure caratteristiche e a metterle in moto! che intuizione degli uomini e delle cose! che fecondità di concepimenti! che sentimento delle bellezze naturali! che musicalità di ritmo! che amabile semplicità di forma! È una poesia fresca che noi qui abbiamo: la poesia d'un prato fiorito, in un bel mattino di maggio. E nelle nostre tazze la fantasia vien mescendo a profusione vini scintillanti, che parrebbero spremuti da altre uve che dalle terrene.