Duffus, re di Scozia, si struggeva ogni giorno; si arrestarono le streghe, il re guarì. Carlo IX morì pure sfinito; si disse che erano le streghe, le quali tutti i dì facevano liquefare la sua immagine in cera.
Questo pregiudizio riesciva a comodo dei tristi; a' tempi di Enrico VI d'Inghilterra, il cardinale Winchester voleva liberarsi del duca di Glocester; accusò la moglie di lui di magìa e che avesse con Ruggero Bolimbroke e Maria Gardemain, negromanti, posta al fuoco l'immagine del re in cera: l'accusa fu creduta, la duchessa condannata a carcere perpetuo, Bolimbroke impiccato e la strega bruciata.
V. Sortilegio per innamorare.
Grande sciagura è l'essere innamorato; continuo affanno, pene da dannato, e infine se ne perde l'anima; le donne sono streghe che ammaliano sempre: il bisogno di essere riamati suggerì arti diaboliche.
Quando però le streghe o i maghi volevano che una persona fosse presa pel loro amore, facevano un idoletto di cera e impostole il nome di lei, tenendolo fra le mani, s'immergevano nudi in qualche fiume, e recitavano alcune preghiere; e tosto la giovane ammaliata era presa pel mago e correva a lui. Alcuna volta si ingegnavano di avere i capelli di una vergine, e fattivi sopra alcuni incantesimi, costringevano la misera a venire a chiedere compassione al circolo del loro potere. Queste follìe si credevano anche a' tempi d'Apulejo, e vediamo nell'Asino d'oro, che una strega prese, invece dei capelli di un giovane che vagheggiava, le setole di un porco, sicchè attrasse a sè quell'animale.
Siccome poi pare che i maghi facessero loro delizia l'amore, così Agrippa insegna moltissime maniere, doni, anelli e liquori con cui innamorare altrui. Raccogliamo dalla Vita di Cellini, ch'ei prestasse credenza a simili pazzìe, e le usasse finchè una leggiadra fanciulla il ricevesse in cuore.
I filtri erano le arti che usarono specialmente fattucchieri e streghe per legare gli amanti. Erano succhi cavati da erbe e da sostanze animali. L'ipomane è il filtro più famoso, ed è formato con quella escrescenza del pollo d'India che ha sul becco; ridotta in polvere, e mista al sangue di chi si vuole allacciare, lo innamora disperatamente. Un altro filtro componeasi col levarsi il proprio sangue in venerdì di primavera, farlo disseccare al sole, e darlo da bere alla persona onde si voleva amore. Vi sono poi altre ricette che le pajono quelle de' medici per la terzana, ma per verità, per quanto studiassi entro il libro d'Agrippa, vidi che pari alle sue teorie erano le sue ricette, e anche in ciò risolversi tutta l'arte magica in istrane fantasìe. Solo mi accertai che la più bella magia per innamorare le donne è riposta nell'avere una bella faccia, e i giovani leggiadri essere i migliori fattucchieri.
È agevole immaginare come facilmente si dovessero credere ammaliati quelli che, presi da qualche lenta malattia, si consumavano a poco a poco. Però che i medici potessero sfuggire la taccia d'ignoranza con questo modo speditivo, era meno male; la peggio toccava a que' sciagurati che venivano accusati d'avere usata la malìa, perchè vi andava la vita. Tanto avvenne nel 1617 in Milano a una povera servente nativa di Bronno, paese in oltre Po.
Cadde ammalato nel 1616 il senatore Melzi con dolori allo stomaco, per cui perdette il cibo e il sonno: non sapevano i medici qual rimedio usargli, dubbj del male; allorchè andò a rendergli visita il capitano Vacallo, e gli disse che al certo egli era ammaliato, perchè gli aveva trovata in casa a servente una fattucchiera, Caterina Medici. A comprovargli tal sospetto gli narrò, come essendo costei al suo servigio, ei se ne fosse sì invaghito che non potea aver pace; fu giudicato ella lo avesse ammaliato ad amorem, ed essersi infatti rinvenuto nel cuscino del suo letto, oltre a molte altre bazzecole, un filo a misura del suo torso, in cui erano tre nodi, l'uno stretto, l'altro meno, e il terzo appena formato; gli fu detto che tenesse ciò a gran ventura, perchè se pure quel terzo nodo era chiuso, gli sarebbe stato necessità sposare la Caterina o morire. A conferma poi gli soggiungeva, il grande affanno che gli convenne sostenere allorché si divise interamente da lei.
Non bisognò più oltre perchè si tenesse la Medici una maliarda, e il senatore fatturato; si mandarono tosto i cuscini del letto a due figlie di lui monache in san Bernardino; li scucirono, li cercarono, e vi rinvennero per mala avventura dei gruppi di penne, dei fili e dei pezzetti di carbone e di legno; si portarono al curato di san Giovanni Laterano esorcista, e li giudicò preparazione di stregoneria. Allora i medici prestamente conobbero la diatesi di quella malattia, ravvisarono in quei dolori tutti i segni dell'ammaliamento, e spacciarono già da gran tempo esserne accorti ne' loro consulti, ed anzi essere quello non solamente ad amorem, ma anche ad mortem.