VI
PUCCIANDONE MARTELLI

I

Si lagna delle pene che gli dá Amore e chiede a madonna che si mova a pietá del suo dolore.

Lo fermo intendimento, ched eo aggio,
porto 'nfra vene sí celatamente,
che quei che da me piú creder lo sente,
ne sa altrettanto quanto 'l piú selvaggio.
E regna in me sí vertudiosamente 5
Amore, che 'n tal loco, u' lo cor aggio,
mi fa stare, ché certo non saggio
sería, se stesse senza forza niente.
Tal è lo convenente.
O bona gente, per Dio non guardate 10
d'Amor, ché 'n veritate
pien è d'erro', che 'n gio' m'ha dato pene,
e di tale mi tene — innamorato,
che eo da lei son neente amato:
signor senza pietate, 15
che giá non è tra cui mi ten servente
e grave senza colpa penetente.

Tant'è savere in lei con grande onore,
e gran beltá ch'affina canoscenza,
ed umiltá ch'adorna la piagenza, 20
che non si cred'ella che per amore
ma' metta sua vertú a mia potenza,
a voler prender loco in tale core,
che non si vòle a compagna valore:
ha 'n tale core Amor sua convenenza. 25
Certo non ha valenza,
né gentilezza, come dicen manti,
che vòle usare avanti
ignoranza ch'entrare in cor gentile:
troppo tornerá a vile — gran carezza, 30
ed in bassanza la sua grande altezza.
Ben doveriano erranti
andar li boni, poi che 'n sconoscenza
tornano Amor, che fu lor mantenenza.
Però di questo tanto mi dispero, 35
ch'eo no so' bon per nessuna mainera,
e le mie pene nente m'alegera,
e fami stare in tal loco crudero
. . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . 40
. . . . . . . che sovente vi fèro,
com'a nemico m'è mostrata cèra:
ché, meglio che non era
in qua dirieto Amor gentile e puro,
per certo m'asicuro 45
ch'egli sería, se in madonna intrasse,
ed in gio' ritornasse — le gran pene
..... che lo meo cor sostene.
Ed eo altro non curo
se non di lei servir, ch'è luce e spera, 50
che 'n tutto de l'amor no mi dispera.
Entra in madonna, Amor, ch'è 'n gentil loco
e pártiti da volontá non fina,

di tutto bella troverai regina,
e sí n'afinerai com'oro al foco: 55
ché noi vedem che d'om' che s'ataupina,
giá no li piace solazzo né gioco,
e chiamasi contento d'uno poco:
tale natura ha volontá meschina,
e sí ti parrá fina. 60
Amore, se risurgi la mia mente,
cosí forte seguente
ti parraggio, che farai acordanza
con lei di darmi amanza. — D'ella faccio
non folle pensare a star selvaggio, 65
di lei nascosamente,
che mi diven com'omo che camina,
che cela l'ora a tal che seco mina.
Tal non credea che fosse convenenza
che in voi m'intendesse sí corale 70
e ben savesse come Amor m'assale:
giá non sa bene di me riprendenza,
ch'eo non sono innamorato tale,
ch'eo da voi mai faccia partenza.
Mercé, madonna, aggiate provedenza 75
d'alleggiar lo meo gravoso male,
da che poco mi vale
lo pur tanto chiamare voi merzede.
S'eo fosse om' senza fede
dovreste aver mercede — ..... 80
alquanto de lo molto meo tormento.
Ben aggio speramento — non fi' grave,
ché lo meo cor crede
fará acordanza Amor fina 'guale
d'intrare in vostro core naturale. 85

II

Della gioia che prova a guardar lei.

Tuttora aggio di voi rimembranza
e disianza, — donna mia valente.
Tuttor mi membra e disio vedere
la piacente beltá, donna amorosa,
che 'n voi fa porto con tutto savere, 5
cèra avenente, fresca e grazïosa.
La rimembranza tenemi in piacere,
e lo disio in gran pena angosciosa,
s'eo non vi veo, disiato amore,
in cui lo core — tegno con la mente. 10
Quando vi veo, donna, in cui speranza
tegno, con tutta fina benvoglienza,
aggio allegranza, gioia e beninanza
e donami valor con gran piacenza
la vostra sovrangelica sembianza, 15
che 'nver' me faite, senza percepenza
de li noiosi e de li mal parlieri,
che..... — parlan malamente.
Poi de' sembianti tant'aggio allegrezza:
ben averia, se osass'ella mostrare. 20
Lo mio disio fermat'ho 'n tale altezza,
che di gran gio' viverò senza pare.
Pregovi per la vostra gentilezza
che non vi spiaccia lo meo innamorare.
Quanto mi donerete piú podere, 25
meglio servére — vi porò sovente.
Entr'a lo cor m'intrao con tal dolzore
lo primo isguardo di voi, donna mia,
che m'infiammao di tanto fino amore,
che monta in me cosí ciascuna dia, 30

che in nulla guisa, donna di valore,
a compimento contar lo poría
lingua che parli; tant'aggio abondanza,
servando amanza — ver' voi lealmente.
Ben mi laudo d'Amor, che m'ha donato 35
voler cotanto altèro intendimento,
che m'ha di tale donna innamorato,
ched è somma di tutto piacimento.
Poi che sí altamente m'ha locato,
faccia che piaccia lo meo servimento 40
a quella ched in sua balía mi tene,
e la mia spene — v'aggio interamente.