v. 38: «poi». L ha «per».

v. 42: «'n morte». L ha «e morte»: la correzione mi è suggerita dal principio della strofa seguente: «Regnando in morte».

v. 50: «m'ha sí». Correggo L, che ha «usima».

v. 68: «com'al foco cero». L ha «col mal foco cero».

v. 69: «ispero». Intendi: Né alcuna cosa spero mi possa risanare, finché ella mi disdegna.

v. 70: «disdegnand'». L ha «desdignand'».

v. 77: «ma perciò». Il senso, a dir vero, richiederebbe «e perciò». Che si debba leggere proprio cosí?

Canzone VI, v. 6: «guerrero». Lo schema metrico delle strofe richiedeva qui una rima in «ore». Deve forse leggersi «guerrore» per «guerrero»? Può essere che il copista, trovando questa forma «guerrore» necessaria per la rima, l'abbia voluta correggere in «guerrero». Oppure il poeta s'è contentato d'una specie di consonanza?

v. 9: «quando». L ha «quanto».

v. 30: «senza mora». L ha «senza monora». Intendo: Ma ora che mi sono dipartito da lui, mi ricordo di tutto e ricordo quanto contrastai con lui («quanto ontai di lui») senza posa.