v. 27: «l'omo». Non è in L; ma congetturo che possa mancare il soggetto del verbo «dea» del verso seguente, poiché il primo verso d'ogni strofa deve essere un endecasillabo, e questo, come è in L, mancherebbe di due sillabe: «Però en cui è poderosa».

v. 39: «eccellenza». L «eccilensa».

v. 40: «vertudiosa». L «verturioza».

v. 42: «a farne». Aggiungo un «a», che non è in L, ma che mi pare necessario.

v. 49: «vizi». L «visu». Penso che voglia dire: Credo che sia proprio dell'avversitá purgare, vincere e conculcare i vizi di ciascuno che stia pronto a volere, ché «l'avversitá» gli sarebbe di danno senza altro frutto, e ciò è pazienza che dá virtú a colui che sa pazientare.

v. 69: «Aver ch'è». L «averi den». Cosí correggo, intendendo: Dunque è buon provvedimento voler seguitare con fede e speranza («spera») e avere retto sperare in lui, che è quello che quotidianamente crea rimedi che non mai animo potrebbe escogitare eguali.

Canzone XI. È in L. Il p. parla oscuramente, in «dittato chiuso».

v. 4: «è alcun». Veramente L ha «c'alcun»; ma il senso è: Non è alcun uomo sotto il cielo con potenza di tal virtú.

v. 18: «che». L «o».

v. 31: «e». L «so».