v. 38: «conobbe». L «connove».

v. 55 e sgg. Gli ultimi versi di questa canzone sono un vero indovinello. Pare voglia dire: Ma se tale, che m'ha condotto a questo punto, volesse che giá avvenisse cosí, e se sapesse farmi avvenir ciò, divido («parto») il nome di lui, togliendone quella parte che gli sta innanzi, cioè separo «Corso» da Bonaccorso. Ma chi è mai questo Corso, col nome del quale si chiude la canzone?

v. 64: «me' so». Cosí separo «messo» di L e intendo: E so che è meglio a non dire a ciascuno il mio corso, perché non lo sappia Corso.

Canzone XII. È soltanto in L, ove è detta «quivica», «equivoca». Per capire qualcosa in questa oscura poesia, mi sono allontanato in parecchi punti dal testo datone dal Valeriani.

v. 6: «n'ho capra». Cioè non ho che cappia, capisca, entri: nello stesso significato è usata questa parola nel sonetto di Panuccio, XVIII, 4.

v. 22: «nell'affannarmi». L «nell'affaimarmi».

v. 26-7: «l'autre donne». L «l'autre e donne». Ma che cosa vuol dire? Forse si allude con «petra» al nome di madonna o al luogo dove ella era?

v. 41: Verso assai difficile ad intendersi. Vuol forse dire: Ed io ho nel suo cuore grande virtú?

v. 58: «si m'è». L «sí mi».

v. 63: «vidivi». L «visivi».