VII, 29. «contrar'.». La lieve correzione (cd. «contrario») è voluta dalla metrica. Per i molti esempi nei rimatori antichi di simili troncamenti, fra i quali è citato pur questo, cfr. Nannucci, Teoria dei nomi della lingua italiana, Firenze, 1858, p. 632.

VIII. Il dubbio sulla sua autenticitá, espresso dallo Zaccagnini in Rass. crit. cit., XI, 37-8, non ha fondamento.

VIII, 24-6. «e (l'amore) raccomanda continuamente di seguire la via amorosa, perché volle stare insieme con loro (con gli uccelli)».

IX, 2-3. «sono da considerare da ciascuno amatore».

IX, 14. Sottintendi «che».

X, 13. Meglio col cd. «pensos'a nott'e dia»?

X, 21. «m'ha conquiso». Per la correzione (cd. «mi comquise») cfr. Wiese, Archiv cit., CXVII, 219.

X, 29. Il cd. legge «osmantenere». Il Wiese, Altitalienisches Elementarbuch cit., p. 209 propone: «A fin [di pietanza] ottenere».

X, 42 sgg. Il Parodi, Rima siciliana cit., p. 124 n., si domanda — cosa che a me non sembra necessaria — se le finali in «-ente» di questa strofa non sieno da trasformare in «-enti», trovandosi in «gente» l'«-i» finale per «-e» del siciliano.

X, 43. «ch'è regina». La correzione era prima dubitativamente proposta in nota ne I Rimatori lucchesi cit., p. 115. Diversamente pensa il Parodi, Rima siciliana cit., p. 128 n.