II, 53-3. Sottintendi «a».
BALLATE
I, 17. Sia permesso riferir qui le due strofe, che nel cd. Pal. 418 seguono a questo verso e che ritenemmo interpolate (cfr. anche Wiese, Archiv cit., CXVII, 220): cfr. I Rimatori lucchesi cit., pp. 117-8.
| a) Radice è di viltade | b) Nessuno è più ingannato |
| c'a tucti ben dispiace | ke de la sua persona: |
| lodare on sua bontade; | ké tal si tien biasmato |
| e prodeza ki face, | ke Dio li dá corona, |
| quei ke la fa ne cade, | e tal si tien laudato |
| e quei che la tace | ke lo contraro dona |
| ne cresce fermamente. | a llui similemente. |
I, 51. Sottintendi «che».
II, 29. «vostro viso» equivale evidentemente a «in vostro viso»; l'accordo dei cdd. non mi autorizza a proporre: «'n vostro viso».
II, 32-3. «vue» è correzione del Wiese, Archiv cit., CXVII, 220; il Parodi, Rima siciliana cit., p. 124 n. proporrebbe: «vui»: «fui». Per la correzione, piú propriamente, del v. 33, cfr. Rossi in Gior. st. d. l. it., XLIX, 383.
III, 10-1, «degno voi» = degno di voi.
III, 22. «vita» deve certo esser sostituita da qualche altra parola (cfr. anche quanto possono apprendere i cdd.); ma non riesco a trovarla. Forse un lucch. «lita» = «lite?».
IV. Il tipo composito della strofa è da mettere in relazione con quelli, di cui parla il Casini, Studi di poesia antica, Cittá di Castello, 1914, p. 40 sgg.