XIV, 2, 7-8. «I quali lodano in voi i due che son fra loro eguali, anzi egualissimi, Folchetto e Dismondo».

XVI, 14. Se lo iato sembri troppo ardito, si corregga: «in mia balia», come propone il Wiese, Archiv cit., CXVII, 221.

XVIII, 1-4. «Con tutta sicurezza, poiché son vostro, dirò ciò che avviene de' vostri versi, fra i quali ho trovato un certo numero di sonetti, che hanno addosso spiriti malvagi».

XVIII, 12. «o perché» (cd. «perké»): la correzione mi par sicura, anche per ragioni metriche.

I di d. a., 5 «val»: cd. «vale».

TENZONE FRA GONNELLA ANTELMINELLI, BONAGIUNTA E BONODICO

I, 3-4. «L'un ferro lima l'altro, perché l'uno dei due è piú forte, perché cosí proviene dalla miniera o per la tempera ricevuta? Oppure l'uno dei due si lascia limare a causa della sua maggiore dolcezza?».

I, 5. Il soggetto è il «ferro».

I, 9. «Aspetto la soluzione e confido di ottenerla».

I, 14. Per riaffermar che gli alchimisti e coloro che mutano ad ogni parola il loro discorso sono stolti, conchiude: «la farfalla trae al lume stoltamente (non per senno)».