Carlo. — E sarà minor delitto che questa vita!
Agnese (preso Cesarino, glielo butta disperata fra le braccia). — E sei padre?
Cesar. (abbracciandolo). — Babbo! babbo!
Carlo (con uno scoppio di pianto). — Basta, Agnese, basta!
SCENA VII.
EGISTO ed ANNA dal fondo. Detti.
Cesar. (ad Egisto). — Il babbo, che non piange mai, piange!
Agnese. — Sì, il suo cuore scoppia di dolore, non per quello che ha perduto, ma per la malvagità altrui. Ma andiamo, Carlo... (porge il braccio al marito: questi, vacillante, sta per cadere; Agnese lo sostiene, dicendo agli altri accorsi:) Basto io: sono sua moglie. Con me, Cesarino... (esce con Carlo e Cesarino dalla destra, per ritornare a suo tempo)
Anna. — Carlo piange ed Agnese mi dà uno sguardo che mi fa rabbrividire?
Egisto. — Oh Dio buono, sta a vedere che ora ci sono degli altri guai più gravi! (Agnese dalla destra, mettendo in tasca la rivoltella di Carlo. Va subito ad aprire la cassa e ne trae un portafoglio in cui racchiude carte e lettere) Ma che è stato dunque?