Egisto. — (E a noi ci tocca trottargli dietro, senza andare a diriger nulla!)

Franc. — Un istante, maestro.. Prima di partire, perdoni a me, perdoni a tutti quelli che gli hanno fatto del male senza saperlo, senza volerlo.

Gli operai (commossi). — Sì! Sì!

Carlo (bacia Oreste in fronte). — A te per tutti; a te sulla cui fronte splende l'avvenire.

Egisto (prorompendo, con voce rotta dalla commozione). — Ora si piange! Invece di pensare al modo di riparare al male, si piange! Costa meno, coccodrilli; sì, coccodrilli tutti, per Bacco Baccone... (ed io coccodrillo numero uno!)

Franc. — Sì, ha ragione lui; ma se l'ozio e l'invidia lo hanno rovinato, lo deve salvare il lavoro. Compagni, si lavora tutti per lui a due terzi di paga finchè non abbia adempiuto i suoi impegni?

Tutti gli operai. — Sì! sì!

Carlo. — Ma chi potrà pagarmi le quarantamila lire delle cambiali?!

Egisto (con un grido). — Si possono ancora pagare?

Carlo. — Fino al mezzogiorno di domani.