Egisto (prorompendo in un lungo scroscio di risa dinanzi a Faustini). — Ah! ah! ah! Non sono buono a nulla io? (dinanzi a Carlo) Io sono pedante? (ad Agnese) Io sono sterile?
Anna. — Fratello, sarebbe possibile?
Agnese. — Lascialo dire, lascialo fare!
Egisto (ad Anna). — Hai inteso? Fare, fare, fare! (ad Agnese) Strega, tu hai compreso che farò, che faccio subito, che è l'unica maniera di fare; e così, tanto per cominciare gli affari col mio socio Carlo, io che non ci capisco nulla, le sacche tutte in casa, meno la mia, anzi anche la mia; per fare una corsa a Firenze noi industriali non s'ha bisogno di nulla!
Faust. — Badi che domani l'aspetto a mezzogiorno. (s'avvia al fondo)
Egisto. — Ci conti; ma non mi lasci nulla di suo.
Faust. (a Bobi che vorrebbe seguirlo). — All'inferno! (via dal fondo)
Bobi. — Dove ho d'andare io? Che ho da fare?
Egisto. — Il primo ballerino alla Pergola; ma fuori dei piedi!
Mart. — No; egli che approfittò di tutto per far del male a lei ed a noi, non se ne anderà così; e se non vorrà chiedere scusa qui, gliela faremo chiedere noi fuori, in altro modo...