Egisto. — No, no, se fosse dipeso da me non ci sarebbe la polvere, e me ne tengo. Una sola volta, in un accesso di passione culinaria, ho inventato un fritto di asparagi croccanti; ma mi sono fermato subito lì!

Anna. — Lui invece, invasato come suo padre da una febbre infernale, va ad impiantarmi officina non so dove, spendendovi tutto quanto il fatto suo, tutto quanto trova in imprestito; e noi, questo non me lo perdonerò mai, noi assistiamo stupefatti, intontiti, senza fiatare, allo spettacolo di tanti bei quattrini che presto presto si mutano in cadute d'acqua senza acqua, in macchine a vapore senza vapore, in ruote dentate senza denti... Lui su e giù per la ferrovia carico di modelli e di disegni, coperto di polvere e di carbone; in casa un via vai di faccie proibite, col cappello inchiodato sulla memoria, che bestemmiano, che puzzano di sego, di tabacco e di catrame, e sputano sui tappeti! Ma che meraviglia? Egli è democratico; gli pesa di essere il cavalier Valori; crede alla libertà e vorrebbe educare quella cara roba che è il nostro popolino! Ma perchè, ma a quale scopo tutto quest'inferno? (con solennità ironica) Ve lo dico io: per fare l'Italia! — Va là babbuino, che quando l'avrai fatta avrai fatto una gran bella cosa!

Egisto. — Ma prima di fare l'Italia io al suo posto comincerei a far colezione!

Anna. — Ma ci sono ancora io, vecchia, ma sana, grazie a Dio, di corpo e di mente...

Egisto. — E di polmoni!

Anna. — ... Che conosco tutto il pericolo di cui può esser vittima, e che ad ogni costo lo voglio salvare, e lo salverò!

Egisto. — E lo salveremo, per Bacco Baccone!

Agnese. — Questo pericolo è tutto per il nostro avere?

Anna. — Oh! se non fosse questione che di denari!

Agnese. — E di che altro può essere?