Faust. — No, ma io ho sentito che si trovava in bisogno di un capitale...
Carlo. — Oh! se lei avesse ad offrire la sua società a tutti quelli che hanno bisogno di un capitale!
Faust. — Ebbene, senta: la scadenza delle sue cambiali non è lontana; io le darò ventimila lire in contanti e straccio le cambiali... Pensi che ella potrebbe anche non avere il capitale alla loro scadenza.
Carlo (con uno sguardo ad Egisto). — È quasi trovato, spero, e ad interesse onesto.
Faust. — Come sarebbe a dire, onesto?
Carlo. — Onesto... come disse Dante, per dir cortese.
Faust. — Sia come vuole... ma io credeva...
Carlo. — Di trovarmi senza credito, addirittura disperato, e mi offriva questa sua bella società... Grazie tante! Ma il piano di sopra non l'ho spigionato; distinguo ancora il cuore dal calcolo, per quanto sublime.
Faust. (avviandosi). — Bene! bene! Non le fa? Amici come prima.
Carlo. — Bravo, come prima. (escono dal fondo parlando)