Egisto. — Io sudo freddo! Anche delle cambiali in giro? Come potrà pagarle?

Anna. — Pigliando ad imprestito, tal quale suo padre, di qua per pagar là, e di là per pagar qua; finchè un bel giorno i nodi arrivano al pettine: disperazione, fallimento! E per suo padre fu anche peggio!

Agnese. — Madre mia, tu mi spaventi, e se non sapessi di essere amata, molto amata da te...

Anna. — Non mi crederesti? Ma io amo te e amo anche lui, e perciò voglio che da noi tre si prenda un partito decisivo, immutabile.

Egisto. — E prendiamolo, che si possa una volta stare in pace, dormire fin che si vuole, e mangiare un po' per bene ad un'ora fissa!

Anna. — Dunque attenti, e pensiamo che si tratta dello avvenire della famiglia. Tu, fratello, non hai che a fare una cosa.

Egisto. — Per carità che non sia troppo difficile. Mi chiamo Vespucci, ma sento che l'America non l'avrei neanche saputa battezzare.

Anna. — Carlo sa che tu tieni il patrimonio parte in cartelle dello Stato, e parte disponibile nel tuo portafoglio...

Egisto. — Vorresti forse che io mettessi quest'ultima a sua disposizione?

Anna. — Ma si tratta appunto di negargliela!