Anna. — Non avete ancora finito? Egisto!

Carlo. — Un momento. Non ti ho detto che, grazie alla mia invenzione di un nuovo metodo di fusione, io posso già lottare sui mercati coi prodotti delle fabbriche estere. Pensa quale sarà il profitto quando sarà avviata la mia officina! Ma ora ho urgente bisogno del tuo aiuto.

Anna. — Egisto, insomma?

Egisto. — Ne riparleremo...

Carlo. — Ma io non posso aspettare!...

Egisto. — Ma, prima di disporre del mio capitale, bisogna che mi consigli colla sorella.

Carlo. — Giustissimo; ma, se anche non ti decidessi ad affidarmelo subito tutto, spero che, alle stesse condizioni, non mi negheresti cinquemila lire che mi sono indispensabili per le paghe degli operai.

Anna (a Carlo). — Tu perdi il fiato: Egisto non può e non vuole incoraggiare un gentiluomo pari tuo a derogare dalle belle e buone usanze dei nostri avi.

Carlo (ad Egisto). — È vero?

Egisto (imbarazzato). — Ecco... Come cittadino puoi aver ragione..... Ma come gentiluomo, abbi pazienza, bisogna che io convenga colla sorella che tu deroghi e di molto!