Carlo. — Sicuro che mi spiego, e dico che voi sapete senza dubbio il vostro mestiere; ma diportandovi in questo modo date luogo a sospettare che il vizio o l'orgoglio abbiano fatto di voi uno di quegli artigiani che invece di cercare il motivo della loro miseria nella propria condotta, trovano più comodo di accusarne l'ordinamento della società.
Franc. — E sia pur così di me; ma lei non sarebbe per caso uno di quei padroni per cui l'operaio dev'essere uno schiavo senza pensiero e senza diritto, uno strumento che frutta tanto al giorno, e che appena non è più capace si butta fuori?
SCENA IX.
MATILDE dal fondo con premura. Detti.
Mat. — Francesco, che avvenne?
Franc. — (Mia moglie!...) Nulla! Si discuteva.
Carlo (allo scrittoio). — (Lo chiama discutere lui!)
Mat. — Sulla meccanica?
Carlo. — Sulla meccanica, proprio sulla meccanica!
Mat. — Ah, se è sulla meccanica!.... Scusi, signore. — Senti, Francesco, anche sulla meccanica non lasciarti trasportare, te ne prego; e quanto alla paga accetta pur che sia, almeno per ora...