Dal fondo EGISTO vestito di bianco con ombrellino. Detti.
Franc. — Ma lasci che la ringrazi!
Mat. — Con tutta l'anima!
Carlo. — No, mi ringrazierete col fatto. Andate, figliuoli, andate.
Mat. — Sì, subito, subito. (a Francesco) Il cuore mi dice che qui cominceremo ad essere felici.
Franc. — E anche questo lo dovrò a te! (corrono via dal fondo, urtando leggermente Egisto)
Egisto (guardandosi una manica). — Non sarà fatto a posta, ma se mi passa accanto un magnano, bisogna che senta il bisogno di fregarsi a me!
Carlo. — Egisto, ho da parlarti.
Egisto. — Se è per suggerirmi il mezzo di annoiarmi un po' meno, parla, davvero non ne posso più... E la noia comincia ad influire sul fisico: stamani a colezione non ho potuto finire un quarto di tacchinotto.
Carlo. — Due cose, mio caro, fanno parere il tempo più breve: avere sottoscritto delle cambiali, e lavorare. Non spaventarti, ti propongo il lavoro; ma un lavoro che non ti stancherà, e che forse ti divertirà. Senti. Tu sai che io ho per massima che l'operaio tanto vale quanto sa e mangia.