Franc. — Lo sa; ma ciò non vuol mica dire che io possa tradire il Valori!
Mat. — Lo credo io; ma non ti pare che ne avrebbe un po' l'apparenza?
Franc. — Ma tu spingi troppo la delicatezza!...
Mat. — E sia; ma se tu sacrificassi a questo sentimento il tuo amor proprio, non ti sentiresti contento di poter dire: io avrei potuto guadagnare qualche cosa di più, avrei potuto fare qualche cosa di più per la mia creatura, e invece ho soffocato in me le voci di un giusto orgoglio, il grido del bisogno e della natura, per non disertare nel momento del pericolo la mia bandiera, per non unirmi a gente cattiva che vuole schiacciare l'uomo che ha avuto fede nella mia onestà e mi ha confidato il frutto più prezioso della sua intelligenza?
Franc. — Oh sì, Matilde, sì che ne sarei contento; ma cara te, la povertà mi fa paura!
Mat. — O bella la povertà, quando ci lascia il diritto di stimarci superiori alla nostra sorte! Cara e santa, quando non è l'effetto del vizio e del disonore!! Mio caro Francesco, io ti voglio dire una cosa che non ti ho detto mai. Anch'io ho avuto i miei momenti di sconforto; anch'io ho pensato talvolta alle mie amiche più agiate, più ben vestite di me; ma non ho cessato d'amarti, non ho cessato di essere contenta di te, perchè io sono convinta che sotto il tuo saio c'è un cuore che mi ama, e me lo prova col sentimento dell'onore più geloso, della delicatezza più profonda!
Franc. — Non posso fare che questo per te, e anche questo sei tu che me lo hai insegnato!
Mat. — E a me, Francesco, il pensare che se tu senti e agisci a questo modo, è anche un po' perchè tua moglie non è la donna triviale che si contenta d'esser portata al caffè e all'osteria, mi fa bene, mi fa più contenta che se tu mi potessi regalare vezzi di gioie, ed abiti sgargianti... Or dunque, poichè non ti chiedo nessun'altra cosa per la mia felicità, lasciami questa santa consolazione di saperti generoso e leale che mi compensa ad usura della povertà!
Franc. — Oh sì, Matilde! E per dartene una prova andiamo subito da Faustini a restituirgli i suoi denari.
Mat. — Ah! (con slancio, baciandolo) A te con tutta l'anima! (escono dalla sinistra correndo e tenendosi per mano)