Oreste. — Se mi volete, mi incarico io degli apprendisti.
Cencio. — Insomma abbiamo promesso e lavoriamo.
Bobi. — Io non ho mai promesso di lavorare: e poi gli è tanto di riposo perduto!
Bart. — Badate che potrebbe finir male, ma molto male!
Bobi. — Sicuro; perchè vi volete far rompere la testa, e perdere quest'occasione di far la legge anche un pochino voi altri?
Mart. — Sentite; la testa io l'ho dura, e se si deve far la frittata ci voglio essere anch'io. Dunque pochi discorsi, perchè sappiamo che voi altri avete del rancore contro il Valori. (a Bartolo) E tu cosa fai qui? Gira l'Italia!
SCENA VIII.
FRANCESCO dalla destra. Voci dalla piazza in fondo. Detti.
Bart. — Sia pure; ma avete da cedere tutti quanti.
Franc. — No, che non si cederà! Aria, galantuomo. (Bartolo esce dalla sinistra. — Francesco chiude col catenaccio e colla mandata la porta a sinistra e va ad appendere la chiave presso la macchina a vapore) La porta è solida e si chiude per bene; dall'inferriata della finestra non passano. Lavoriamo tutti come se nulla fosse. (si rompe un vetro della finestra in fondo) Che fate?