Franc. — E io dovrò cedere come un vile?
Bobi. — Che cedere? Non hai che da tacere. (agli altri) Anche il capo-fabbrica è convinto che non si può resistere.
Cencio. — Non è possibile!
Franc. (dominato da Bobi). — Eppure è vero; riconosco, malgrado mio, che bisogna cedere al numero.
Cencio. — E allora è inutile rompersi la testa, compagni.
Gli altri (deponendo gli strumenti). — Quando lo dice il capo-fabbrica!
Franc. (isolato ed assorto nei suoi pensieri). — (O che infamia! che viltà vergognosa! Ma posso io esporre il mio onore ai sospetti di Matilde, e Matilde istessa e la nostra creatura alla vendetta dei ribaldi di cui costui è strumento?)
Bobi (al fondo). — Pace! Pace! Neanche noi non si lavora più: evviva la vera eguaglianza!
Molte voci (di fuori con applausi). — Bravi! Bravi! Evviva!
Una voce. — Prendete e suggelliamo la pace...