Cencio. — Sono più di duecento fuori, ed hanno già ferito Martino.

Mart. — Io sono bell'e guarito, padrone; ma sono più del doppio di noi.

Ambr. — Sor Carlo, non si comprometta... Anche lei è padre di famiglia.

Carlo. — Ah se non è che questo! Savelli? Dov'è Savelli? (scoprendolo) Francesco, se ci attaccano... (fischi ed urli al di fuori) Fischiate; a Custoza ne ho sentiti dei più terribili senza impallidire... (si rompono altri vetri) Buon augurio: è un vetraio che cerca lavoro... Animo, Savelli, venite con me...

Bobi. — Savelli non si muove.

Carlo. — Savelli?

Franc. — Sull'onor mio non si può!

Carlo (smarrito). — Savelli, voi sapete che cosa sarebbe di me se non potessi terminare a tempo il lavoro e pagare le cambiali!

Franc. — Ma non capisce che io non posso far nulla?

Carlo. — (O Dio! Dio!) Ma figliuoli, v'ho da scongiurare in ginocchio?