ATTO UNICO
La dimora di Gaspare: una poverissima stanza al piano terreno in casa di Caterina. — Nel mezzo in fondo una porta che dà sopra la piazza: a destra dello spettatore una scala di sei o sette gradini che guida alle stanze di Caterina; a sinistra una finestra con inferriata, sul cui davanzale stanno alcuni vasi di fiori. — In fondo: a sinistra, una piccola fucina col suo mantice, la pila e l'incudine; a destra un armadio, e dietro la scala un lettuccio. — A filo di sipario: a sinistra, un banco da lavoro con una morsa, qualche utensile da armaiuolo ed una pistola a rivoltella. — A destra un tavolino ed una seggiola. — Attorno alla scena qualche seggiola di paglia. — È giorno.
SCENA I.
All'alzarsi del sipario CATERINA appare sul pianerottolo della scala, in abito di ricca campagnuola.
Cat. — Gaspare? (chinandosi verso il lettuccio, a voce meno alta) Dormite, Gasparino? (scende la scala) Mi pareva di aver sentito rumore... ma vedo che non è ancora arrivato. Inaffiamogli intanto quei poveri fiori che n'avranno bisogno... (va alla pila, vi attinge acqua con un ramaiuolo di ferro, e va ad inaffiare i fiori sulla finestra) Oh povera me, come glieli hanno conciati! Pieni di terriccio e di sassolini... E questo? Quasi svelto! E sì che c'è l'inferriata!.. Ma già per quei malestri ci vorrebbe altro che inferriate!... Io non so che gusto ci provino a fare tanti dispetti ad un povero disgraziato che non fa male a nessuno, anzi che farebbe molto bene, se lo potesse...
SCENA II.
BERNARDETTO dalla destra. Detta.
Bern. (fuori di scena). — Caterina! Dov'è la più bella delle Caterine?
Cat. — Sono qui, Bernardetto; scendete.
Bern. (entrando e fermandosi sul pianerottolo). — Ah! lo sospettava io!... Quando i vostri affari non vi trattengono di là, si può essere sicuri che siete sempre qui! (scende e si avvicina al banco)