Cat. — Chiamatelo com'è battezzato, ve l'ho già detto, (passa a destra) altrimenti ci guastiamo.
Bern. — Dunque Gaspare, Gasparino, Gasparone! Ma voi convenite d'una cosa... (la piglia a braccetto)
Cat. — Sentiamo...
Bern. — Considerando, primo: che voi sola in tutto il paese lo chiamate Gaspare e non Scarabocchio come l'ha fatto mamma natura... lasciatemi dire; secondo: che seguitate a concedergli l'uso gratuito di questa stanza che con pochissima spesa potrebbe affittarsi come fior di bottega...
Cat. — Terzo: che quando non sono altrove sono sempre qui.....
Bern. — Si potrebbe concludere che la bella Caterina, se non capitava a tempo Bernardetto, avrebbe tollerato che lo sgorbio le facesse l'occhiolino di triglia!
Cat. — Lui? Oh poveretto, che non osa quasi guardarmi! Ma siete matto?
Bern. — A parte gli scherzi, appena ci siamo sposati, aria!
Cat. — Aria? E voi credete che io possa abbandonare nuovamente alla gente senza cuore perchè ne faccia il suo trastullo quello che mia madre buon'anima ha raccolto? Non ci pensate neanche: sarei una cattiva figliuola, una cattiva cristiana!
Bern. — Ebbene tenetevelo; ma non qui, laggiù in fondo all'orto sotto la tettoia... Vuol tanto bene alle bestie: terrà compagnia al ciuco.