Gasp. — Prima degli altri, e questo è peggio che una sassata!
Bern. — Prima o dopo, era per ischerzo... E se tu non eri così permaloso, la cosa cascava da sè; ma sì, tu andavi sulle furie!
Gasp. — Non aveva ragione? Sono uno scarabocchio io? Ho questo difetto che non posso stendere la gamba come vorrei; ma quando io sto fermo sono alto come voi, e se sono seduto...
Bern. — Non sei più che un mezzo scarabocchio! Ma ritorniamo a bomba: tu vuoi fare dei misteri con me! ma sai a chi lo devi se sei contento? Lo devi a me solo.
Gasp. — A voi? Impossibile!
Bern. — Perchè ho riso qualche volta di te, credi che io sia capace d'impedirti di migliorare la tua condizione?
Gasp. — Voi potevate impedirmi?...
Bern. — Sicuro, tacendo! Ma sarei stato un fior di birbante, far del male a chi m'ha fatto tanto ridere!
Gasp. — Bernardo, provatemi che io debbo a voi il mio avvenire ed io vi domanderò perdono in ginocchio del mio dubbio!
Bern. — Allora inginocchiati e subito, imbecille! (trae di tasca due lettere; una è quella già letta; la rimette in tasca e legge l'altra) Questa... questa... «Onorevole signor Bernardetto». Ma prima di tutto guarda i timbri postali e la data. Tu non sai leggere; ma i numeri mi pare che li conosca...