Gasp. — Scarabocchio, finora; ma d'or innanzi, grazie a voi, nessuno mi avvilirà più con questa brutta parola! O Bernardetto, perdonatemi se vi ho giudicato male... Io credeva proprio che mi odiaste; ma ora riconosco che se mi avete fatto soffrire è senza volerlo, è perchè non sapevate quanta amarezza io avessi nel cuore...

Bern. — To', se te l'ho sempre detto, era per chiasso; era perchè io non posso vederti senza ridere!

Gasp. — Voi non potete vedermi camminare senza ridere? Ebbene... quando sarete di malumore, venite da me... e io vi farò ridere... (fa un giro nella stanza, mentre Bernardetto ride, e poi va a prenderlo per le mani) Ridete! ridete! pur che non ci sia presente Caterina! Ma non basta: d'or innanzi ricordatevi che sono tutto vostro, come lo sono per quell'angiolo della Caterina!

Bern. — Che cosa potresti fare per me? Difendermi no, chè con un soffio ti si butta in terra: darmi dei quattrini peggio che mai, dunque!

Gasp. (sottovoce). — Peggio che mai?

Bern. — Oh! qualche miseria!

Gasp. (traendo di tasca un involto di cinque biglietti da cento lire e spiegandoli uno alla volta). — Miseria?! Uno... due... tre... quattro e cinque! Cinque! Cinque!

Bern. — Cinque biglietti da cento!

Gasp. — E mica per una sola volta!

Bern. — Ad ogni anno?