Gold. — Nulla.
Chén. — Sono ben lieto che questo incidente m'abbia fatto conoscere un amico così devoto. (Battistino è andato a prendergli il cappello e la mazza) Cittadino, mi fate l'onore di una stretta di mano?
Batt. — Voi mi confondete...
Chén. (gli stringe la destra). — Se tutti i cuori fossero come il vostro, il mio Goldoni vedrebbe assai più presto il frutto della nostra rivoluzione! Addio, e a rivederci presto. (esce dal fondo)
Gold. — Ma se tutti avessero il cuore e la testa di voi due, non farebbe bisogno di fare nessuna rivoluzione! — Ebbene, dimmi, dimmi, che cosa hai fatto dei denari del libraio?
Batt. — Il libraio ha chiuso bottega. (gli restituisce il libro)
Gold. — O povero me! Neanche un fiore avrò da offrire a mia moglie! Mi stringe il cuore! Dopo tanti anni, è questo il primo che non posso fare nulla! Se almeno Nicoletta non si ricordasse che giorno è oggi! E la giornata era cominciata così bene..... Dammi il mio dizionarietto veneziano, ho bisogno di distrarmi... Vado nella mia camera... (guardando nel quaderno manoscritto che gli ha dato Battistino, e che stava sopra uno stipo in fondo) Destrigà, de sbrisson, descoconà... Se sapevo, avrei superato la vergogna... descogionà... Avrei domandato qualche cosa a Chénier... descomodà... Con un pretesto... descondon... (s'avvia alla sua camera) Così non avrei questa disdetta... desdita.... O povera Nicoletta! dopo tanti anni... neanche un fiore! (esce dalla destra)
Batt. — Per questa volta ho detto una bugia a te ed a tua moglie; ma verrà presto pur troppo il tempo di vendere libri e tabacchiere! Ma vien gente... Oh! ecco quella tromba di Balletti!
SCENA VII.
PIERINA seguita da SUSANNA BERTINAZZI a braccio di BALLETTI, da GANDINI e MATTIUZZI. Detto.