La RICCOBONI, le FARINELLI madre e figlia, i RINALDI marito e moglie, AGIRONI, BOUCHARD, LEGENDRE, ed ANTONIO e PIERINA che servono gli altri di rinfreschi.
Bouch. — Sentite, io capisco fin dove può arrivare una vendetta lungamente e ardentemente bramata; ma portare in trionfo i soldati che assassinano gli ufficiali, giurar fede alla legge per violarla e al re per arrestarlo, scannare i prigionieri, far scempio di donne e di fanciulli, questo, parola d'onore, non è più rappresaglia, è delirio di ogni più bassa passione.
Legen. — Speriamo che si siano sfogati abbastanza, altrimenti ne vedremo delle altre, prima che la gente onesta capisca la necessità di mettersi d'accordo.
Ricc. — Intanto si è tutti come storditi da un gran colpo alla testa... Si sente in aria il coltello del macellaio, e non si fa nulla nessuno per liberarsene.
Emilia. — E avete osservato per le strade, che deserto!
Agir. — Sfido io! I negozi sono chiusi per la paura del saccheggio, ogni arte è sbandita come nemica, e ognuno sospetta del vicino!
Maria. — Aggiungete che ognuno teme di essere arrestato, poichè l'essere arrestato equivale ad essere condannato, e comparire dinnanzi ad un tribunale è lo stesso che una sentenza di morte.
Rinaldi. — E non vogliono che si faccia voti per essere liberati! Per me darei il benvenuto a Belzebù ed a tutti i diavoli dell'inferno!
Ant. — Quando finirà quest'agonia?!
Ricc. — Voi siete ancora giovani...