Gli altri (meno Rosalia). — Bella gioventù!

Ricc. — Appetto a me, e siamo in pieno regno dell'impreveduto; ma a me, ai Goldoni, a Balletti, Gandini e Mattiuzzi, che cosa ci resta? La rivoluzione ha cancellato ogni gloria come un insulto alle mediocrità irrimediabili, e Dio non voglia che ci tolga anche quel boccone di pane che ci ha dato la splendidezza della Corte!

Gli altri. — Dio guardi!

Maria. — Se si potesse scappare tutti in Italia!

Agir. — È quello che farò io al più presto.

Rosalia. — Ritorniamoci anche noi, mamma; tanto tu lo sai, io non ho più da dare una sola lezione di musica.

Rinaldi. — E chi pensa più ad imparare l'italiano adesso che la fratellanza universale ha esordito col dichiarare traditori gli italiani?

Bouc. — Noi due ci siamo tappati nel nostro eremo, e finchè le cose non cambiano, chiusi!

Agir. — E, se non era per dare questa consolazione al povero Goldoni, davvero che non lasciavo Clignancourt, sopratutto oggi!

Ant. — Per carità, non una parola di nulla allo zio!