Luigi. — Che volete, c'è molto lavoro in bottega, e poi mio padre, da quel giorno benedetto, è un po' ingrugnato...
Fior. — Vostro padre ha ragione, pur troppo!
Luigi. — Ma io vi voglio sempre bene, e prima o poi avete ad esser mia...
Fior. — Speriamolo... Ma badate a non disgustarlo... Se smettesse di darmi lavoro!
Maria. — Dio guardi!
Luigi. — Mio padre non è uomo da fare queste cose. Grida, predica, ma ha un cuore così. Ora è andato in casa d'un cavaliere qui vicino e non tornerà tanto presto... E Nanni?
Maria. — Dopo quel colpo terribile non ride più... Oh! è una cosa che fa pietà l'idea fissa di quell'uomo!.. Alle volte pare anche a me che debba fare una bella vincita.
SCENA V.
NANNI dal fondo inosservato. Detti.
Maria. — S'egli vincesse almeno un terno! (Nanni si arresta sulla soglia). E io ci penso tanto, malgrado mio, che questa notte istessa, guardate, io ho fatto un sogno proprio sul serio... un sogno così curioso... che se avessi denari, questa volta, per questa volta sola, giocherei anch'io.