Nanni. — Ne darò anche a loro, ma vai...

Oreste. — Di sicuro?

Nanni. — Che ti ho già detto bugie io?

Oreste. — Tutti i venerdì.

Nanni. — Che c'entra il venerdì?

Oreste. — Il venerdì è la vigilia del sabato, sor nesci... Il venerdì: vedrai domani che vincita! che regali! Il sabato: tanto di muso, bolletta completa, e in fatto di regali... moccoli e scapaccioni a tutto spiano!

Nanni. — (Figlio d'un cane, com'è nato cogli occhi aperti!) Ebbene tu hai ragione; ma ora sono finiti i moccoli e gli scapaccioni!

Oreste. — Sì? Ma anche le mie ciabatte son finite!

Nanni (ridendo). — Tu sei figlio d'un ciabattino!

Oreste. — Ebbene io ti crederò quando me n'avrai dato un paio di buone... Fino allora crederò alle tue parole come ai giornali che vendo! (corre via dal fondo).