Bobi. — Che sei pazzo?

Nanni. — No, no, è stata la mia figliuola: questo pensiero non può venire che da lei... e Andrea l'ha contentata!... Un biglietto... due righe... di Luigi... (legge) «Nanni... Mio padre ha pensato di far venire con noi sui monti di Pistoia la vostra famiglia. Se l'amate ancora, se sentite ancora il desiderio di esser felice con essa, il vostro cuore vi suggerirà quello che vi resta a fare». — Luigi — Luigi che ho strapazzato! Andrea che ho offeso! (bacia la lettera) Sì, sì che me lo suggerisce quello che mi resta a fare!

Bobi. — Andarli a raggiungere?

Nanni. — Non ora, quando ne sarò degno... ferri benedetti! voi mi darete il pane, mi restituirete l'onore, mi farete ancora felice! (siede al deschetto e comincia a lavorare) Comincio a sentirmi meno disgraziato!

Bobi. — E non giuocherai più?

Nanni. — Lo spero... perchè alla mia età, lo sento ora, più che delle ricchezze si ha bisogno d'aver d'intorno della gente che ci voglia bene... e la sola lotteria in cui si è sicuri di vincere tutte le settimane è il lavoro ed il risparmio!

Bobi. — Meno male il risparmio; ma il lavoro! Sicchè io posso filare?

Nanni. — Padrone.

Bobi. — Non vuoi la metà?

Nanni. — La rifiuto.