Bobi. — (Si converte quest'accidente!) A rivederci poi.
Nanni (senza collera, ma con fermezza). — Mai più!
Bobi (con stizza, viso a viso). — Sai che tu sei?... Un asino!
Nanni (balzando ad un tratto in piedi ed afferrandolo) — Sì, un asino, quando ti ho conosciuto e non ti ho mandato; un asino quando ho dato retta ai tuoi consigli invece che ai giusti rimproveri delle mie creature; un asino, sempre un asino finchè io ti ho creduto amico e mi lasciava rubare il mio tempo; ma non più ora, vivaddio, che m'avvedo del precipizio in cui stava per cadere... e tu mi davi la spinta... sì, tu, ladro!...
Bobi (balbettando). — Tu fai per chiasso, non è vero?
Nanni (con ira crescente). — Ladro! E tu vorresti che io ti tenessi il sacco? Non ti basta che io sia povero... anche disonorato mi vorresti!
Bobi. — Nanni, quando la finisci questa burletta?
Nanni. — Subito e per sempre!
(lo butta ginocchioni e tenendolo colla sinistra, colla destra dà di piglio al martello o ad una forma sul deschetto)
Bobi (supplichevole). — Nanni!... Nanni!...