Eccomi in Arona! Salve, città dei Borromei!
Seduta a riva del lago, pare tuttavia che tu ne sdegni la paternità, poichè ti volgi innamorata con occhi desiosi verso i clivi fiorenti di Oleggio Castello, lasciando al ceruleo nappo l'ammirazione della poco graziosa tua parte diretana. Almeno ne' calori della state le pendici superiori inviassero alle tue viuzzole il conforto delle aure profumate dei loro laureti!
Attraversando la città, contai trentacinque osterie, trenta preti e ventisette accattoni. Era il meriggio caldissimo, ed io passava correndo per involarmi all'afa soffocante che, uscita dai canali sotterranei delle vie inferiori, mi inseguiva minacciosa, quando una frotta di creature che facevano ressa attorno ad una casa di modesta apparenza m'impedì di proseguire oltre.
Erano ventisette accattoni.
Voi che avete da accarezzare — in tasca — un sovrano, se vi avviene d'incontrarvi in quella turba, è d'uopo lo consigliate d'addivenire ad una transazione costituzionale dividendo il potere, salvo a voi suo ministro di farvi forse rompere le invetriate dai malcontenti — o senza transigere coll'esigenze della situazione, corriate attraverso ai chiedenti senza ascoltare quelle voci supplichevoli che sono pure una rampogna....
Io mi arrestai. Qui più d'un ciarlone vi direbbe ch'egli, arrossendo quasi dell'eccellente salute, intenerito alle lagrime, divise la borsa coi mendici.... Io che non voglio farvi il torto di credere che mi stimereste un cicino di più, quando vi dicessi che ho dato a quegli infelici un obolo — che il più delle volte è un soldo asciutto come il sistema decimale — non vi dirò nemmeno d'aver fatto alcune considerazioni economiche sulle trentacinque osterie ed i trenta preti, e tiro innanzi, cioè mi fermo, poichè la porticina di quella casa s'aperse e v'apparve....
Chi non l'avrebbe desiderata amante? Che bell'occasione di miniarvi un ritrattino sì sorridente da mandarvi in visibilio! Ma quest'oggi, dopo quella certa meditazione sulla fallacia dell'apparenza, temo che i colori della mia tavolozza diano troppo nel duro, nell'angolare; per non ripetere adunque su tutte le varianti le forme serene di tanta bellezza, lascio alla vostra fantasia di pennelleggiare co' rapidi suoi tocchi una di quelle soavi figure che le donne invidiano e gli uomini rispettano.
Intanto i re della miseria, coi loro nodosi scettri nella destra, avvolti nei pidocchiosi palli onnicolori, mi avevano circondato, levandosi dalle nuche capellute un frusto di berretto spelato, e succhiavano con avido sguardo la borsa che teneva la fanciulla nelle mani.
Io pure salutai riverente quell'apparizione che avrebbe potuto inspirare a Vela una vivissima idea della carità cristiana, ed ella.... ma che? Al vedermi estatico contemplarla, sorrise di guisa che tutto ne fui scosso. Era derisione? Chi lo sa? Malgrado mio, nella limpida innocenza di quel volto primaverile, quel sorriso — non ridete — m'apparve come una cipolla nel bel mezzo d'un mazzolino di rose, quale io vidi farne dono per celia ad un appassionato cultore di antitesi.
Ella porse agli accattoni le sue monete; una moneta ad ognuno che venisse ad invocarla un mattino di venerdì a quella porta: indi rinchiuse la porta senza strepito, senz'impazienza, quasi a tacita promessa di non negarne giammai l'accesso al mendico. Io, mentre si recitava attorno un pater ed un'ave per conto della fanciulla — a cui auguro ottengano un buon marito — dimenticato quel certo sorriso e la cipolla relativa, intonava fra dolcissimo pianto un inno alla pietà che ove fosse stato inteso da lei, forse io avrei fatto più lunga dimora in Arona....