Ma ecco attraverso l'iride d'una lagrima la rosea fisionomia imberbe del doganiere. Gli racconto la commovente istoria; un'irresistibile curiosità mi sprona a ricercare chi sia quell'angelo che profonde le ricchezze di questo mondo per la beatitudine dell'altro, vero prestito ad usura — se ancor vi fosse usura. — Mi appaga ed aggiunge che i mendici convengono nella città dai dintorni una volta almeno per settimana.
— Dunque, diss'io, ella dà loro tanto da alleviare i dolori di chi non ha sulla terra che la speranza del cielo e la compassione dei generosi — per una settimana? Oh tremila volte benedetta! Oh santa! Oh terra fortunata!
— Signor sì, se per essere da tanto basta regalare un quattrino, antica moneta milanese!
E imperturbabile, colla logica orribile dell'aritmetica, mi dimostrò che Iddio avrebbe dovuto fare per quegli sgraziati il giorno di cento ore senz'accrescere i bisogni del ventricolo, onde procurarsi lo stretto necessario per campare in ragione d'un quattrino ogni due ore; o, supposto che nelle ventiquattro ragranellassero altrettanto, ch'essi potessero stare, come i ragni, sei giorni senz'alimento.
— (Mefistofele gabelliere!) Dunque muoiono di fame sei dì per settimana?
— Morrebbero se altri non li soccorresse senza l'ironica ostentazione di chi dà quello spettacolo poco costoso. Tutto è apparenza! La saluto.
— Tutto è apparenza, anch'esso lo sa! Ora comprendo quel certo sorriso, la cipolla fra le rose! E come sì giovane e sì presto senza le confidenti illusioni della verde età?
Ma se n'era andato pe' fatti suoi — o per quelli degli altri, più facilmente — il che ne torna perfettamente uguale; sicchè la mia domanda dovette cercare una risposta nelle considerazioni dell'influenza che il mestiere aveva potuto esercitare sopra di lui. Ed io non ebbi a meditare gran fatto per accorgermi come in esso s'avvezzino a guardare ogni cosa attraverso la lente prosaica, spassionata che conta i fili della stoffa e stabilisce un prezzo alle creazioni delle arti — tanto che sarei quasi tentato di supporre che il famoso dilemma di Amleto essere o non essere sia stato suggerito a Shakespeare da qualche doganiere pensatore.
Povere le illusioni coi doganieri! La donna, quest'angelo che ecc., ecc., non è per essi che un portamantello addobbato più o meno di raso; un ritratto, pegno di un soave affetto ricambiato ed infelice, su cui scoppiarono pianti sconsolati e baci frenetici, perde tutto il valore sotto gli occhiali del perito; una treccia di capegli, oh sacrilegio! può essere considerata concime; che più? il libro a cui pose mano cielo e terra, vale per essi secondo il peso, la legatura, i fermagli..... Se nelle lotte letterarie i realisti potevano contare sull'aiuto dei doganieri, le nebulose fantasticherie alzavano i tacchi come altrettanti contrabbandieri.
Scrivete la storia della dogana; narrerete quella dell'incivilimento. Narrate quante castronerie stampate ed illustrate giungono d'oltre Alpi, quante di queste, con veste nè forestiera nè italiana, cambiato il titolo con quello di originale italiano, si spargono a sollucherare la frega del forestierume, e non del buono certamente, ed a fare più sonnolenta ancora l'indifferenza italiana per il pane casalingo — narrerete le nostre, e anche un tantino le altrui miserie letterarie. Enumerate i gingilli, le festuche, i ciondoli, le minuterie e quella multispecie farragine di coserelle utili e disutili, strane e curiose che la moda ne manda da lontano, e che accettiamo senza desiderio di procurarcele da noi stessi — e narrerete che gli Italiani non solo non le sanno fornire, ma neppure battezzare colla loro lingua. Contate le armi che valicano le Alpi o varcano i nostri mari ad offesa o per aiuto — i quadri e le statue ed i manoscritti e gli oggetti che per arte o memoria i nostri antichi meno vanitosi di noi e più generosi raccolsero con religioso studio e con principesca magnificenza, e che ogni anno, senza ritorno o cambio, lasciano la terra che li aveva creati e venerati; — avrete irrepugnabili argomenti della floridezza e della decadenza delle genti. Possa l'indipendenza e la libertà far salire nel futuro a bosco i tanti bruchi che formano la speranza della nazione artistica!