Lasciato D. Blummenkranz, m'avvio alla volta della mia meta. Se non che io faceva i conti senza il temporale, che in pochi minuti, abbuiato l'orizzonte angusto, si rovesciava nella valle. Alle prime goccie ritornai frettolosamente sui passi miei, e ormai stanco dal lungo cammino, bussai ad una capanna presso una chiesuola, invocando ospitalità per amore di Dio e delle poche mie monete.
La porta della capanna venne aperta, ed una pertica, voglio dire il reverendo Blummenkranz inchinandosi, m'offrì cordialmente il tetto ed il desco. Lo credereste? Fu quella una delle più belle sere delle mie peregrinazioni. La cena parchissima, forse insufficiente, ma l'anfitrione era sì curioso nel novellare! Compresi che il romito era miglior cultore dei piaceri dell'immaginazione che non della caccia. Perchè adunque la carabina? Perchè, mentre tutti tenevano per ragionevolissima cosa l'arrischiare la vita nella caccia, nessuno certamente avrebbe compresa e rispettata la passione entusiastica del povero cappellano.
Accomiatandomi, il reverendo Blummenkranz mi pose nelle mani un foglio, dicendo: Serbatelo per memoria mia. — Risalendo, due giorni dopo la mia gita a Meyringen, allo Stauback, l'Eginenthal, lessi in fronte alla carta donatami:
LE MONTAGNE PARLANO.
Giunto oltre la diacciaia del Gries, sedutomi sul cigliare della balza imminente a Bettelmatt, mi riposai, leggendo quanto segue:
«LE MONTAGNE PARLANO.
«— Su, Blummenkranz, quest'oggi salirai sulle Alpi, le vere Alpi, le Alpi che mi dividono dall'Italia — il paese di cui non ho pronunciato una volta il nome senza sussulto. Quest'oggi sono felice — me ne rallegro cordialmente.
Di lassù spingerò lo sguardo nelle sue valli, ove sole e terra vanno d'accordo nel fecondare e nel crescere — ove, senza dubbio, i fiori sono più coloriti e le frutta più gustose.
Chi sa se non sentirò quell'aria piena di vita e d'armonie che suona sì melodiosa scossa dalle vibranti cetre dei suoi poeti?
Forse i miei occhi vedranno poco — ma la mia anima? Dirò: conosco anch'io la terra ove fioriscono gli aranci!