Mi cinge intorno, e dai piacer che dolce
Fanno la vita, mi divide; invano
Del bel saper, delle grand'opre sue
Apre natura il libro; è per me tutto
Oscuro, vôto, cancellato, e chiusa
M'è a sapïenza una gran via per sempre!
Nessun senso, come la vista, ti mette in comunicazione con Dio.
Dopo d'averti dato il mondo visibile nell'immensa serie delle sue cose, l'occhio armato di lente scopre all'anima esterrefatta i misteri della creazione microscopica, dai quali nei muschi, nelle mucilagini, nelle ninfe, negli insetti effimeri nati ora per morire adesso, nei milliformi atomi ti si rivela una storia impensata, un nuovo mondo infinito, nè più nè meno di quello che scopri nelle miriadi dei globi celesti... cose ed anime che fanno presentire con delirosa vertigine l'incommensurabilità dell'invisibile, del non sensibile!
Dunque, mentre ti dà il sensibile, lo sguardo ti fa intuire l'ignoto.
Perciò nessun senso più divino della vista.