Zin, zin, ziroziro! Zitti tutti quanti! Largo ai concertisti di Cannobio!

Fra le due ruote del battello, presso gli spiragli della macchina motrice, un vecchiotto segava un violino: attorno a lui col becco rivolto in su, una nidiata di ragazzini da sette ai dieci anni accompagnavano il padre con violini e viole, — serii, malinconici, per non poter saltellare liberamente cogli altri putti; — ma nessuno avrebbe potuto guardar quella povera bimba accollata ad un grosso violoncello, stare tutt'occhi ed orecchi per dare il colpo di arco a seconda dei movimenti dei piedi paterni — e pestava sì forte il dabbenuomo che evocò dal loro antro vulcanico gli affumicati attizzatori dei fornelli del piroscafo — colpo d'arco che era dato tuttavia or troppo presto or troppo tardi — e le manine di lei impotenti a comprimere sulla tavoletta le corde, per cui ad ogni vibrazione il cattivo strumento si doleva con un zirlo acuto d'essere caduto in mani sì innocenti; nessuno dico avrebbe potuto guardare quella graziosa figurina ed i fratellini ed il babbo fornire quella musica faticosa, senza porgere loro una moneta ed un mesto sorriso... Zin, zin, ziroziro!

E quando il ziro ziro finì, la ragazzina diede un lungo sguardo sugli astanti quasi per leggere sui visi altrui l'approvazione, mentre il povero padre si dimenava in mezzo alle sue creature per armonizzare — Dio sa come — i loro strumenti. Ma tutti i cuori erano perfettamente d'accordo per compiangervi, perchè tutti gettarono nel cappellaccio del maestro un soldo: anzi credo che Verdi stesso di cui avevano scorticato il brindisi della Traviata, presente avrebbe dimenticato le giuste suscettibilità dell'autore. Raccolti i soldi, risonarono — una sinfonia, del papà, il caos. Zin, zin, ziro zin!

Il concertista di Cannobio è un artista?

L'artista è creatore — e qual creazione più originale della sua sinfonia? Chi potrebbe meglio rappresentare il disordine? L'effetto poi corrisponde al merito — lagrime, risa e soldi. Mi direte che il vecchietto non ha genio — ma se il genio, come disse quel valentuomo di Bouffon, è una lunga pazienza, chi può contrastarglielo?

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Il laghista ha un carattere suo proprio, come quello che dipende in gran parte dalla posizione della sua terra. Vicino alla Lombardia, egli ha l'abbondante loquela, lo scherzo facile, l'arrendevolezza dei Lombardi; appiedi delle Alpi ama il lavoro, ed è schiettamente ruvido ed armigero come i Pedemontani; sull'acqua, ed è industre, bramoso d'arricchire come i Liguri. Quanto ai difetti, egli ama appassionatamente il suo bel paese — compresi i campanili — e lasciata in disparte la smania di considerare la città vicina, il villaggio della stessa costa inferiore al natale, esso ha ragione. La via ferrata, i piroscafi, la nuova strada al Ticinese faranno con eloquenza assai maggiore della mia comprendere che le sponde del Verbano su per giù non sono che una grande famiglia sotto un medesimo tetto.

Chi non ha inteso parlare dei contrabbandieri del Lago Maggiore? Una volta — le date sono inutili — c'erano, e tomi indiavolati da tenere in sussulto le tre finanze; quistioni economiche che si risolvevano sovente con schioppettate, legnate a josa ed altre galanterie da ambe le parti. Molti contrabbandieri — non quelli che arrischiavano al gioco la pelle — arricchirono; la leggenda susurra che molti finanzieri si rimpolparono: ora chi ne seppe ammassare li gode; i tipi drammatici scomparvero ed il Verbanese non è ora più tenero del contrabbando di quanto lo sia ogni abitante di confine.

Del resto — quà in un orecchio che nessuno ci senta — messa lontano la quistione del peccato — chi non si sente solleticare dalla tentazione del frutto proibito? Chi non è sotto qualche aspetto contrabbandiere? L'amante vorrebbe farla alla barba del Bartolo o del marito; il poeta introdurre di soppiatto un'idea birbona che minerà l'edificio della tirannia, e molti scrittori e librai arricchire l'opera e lo scrigno, malgrado la proprietà letteraria — avvenire..... Oh! s'io potessi, senza che voi ve n'avvedeste, contrabbandare qualche imaginosa fantasia da cacciare lo sbadiglio dalle vostre labbra!

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