«Da questo alpestro e rapido torrente

«Ch'ha nome vita, ch'a molti è sì a grado!

Ma tutto ciò è un nulla.

Laghisti del Verbano, che sarebbe del vostro bel paese, se i campi cilestrini del vostro lago non fossero cristalline onde acquose, ma spumanti fiotti..... di Barbèra?

Oh! da quanto tempo, o Verbano, tu saresti una conca asciutta come il palato dei tuoi intrepidi bevitori!

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È fama, che gli antichi imitassero il cigno nella costruzione delle navi. Da due ore m'arrovello per iscoprire il prototipo delle barche verbanesi, e mio malgrado non trovo che il rospo. O gondole veneziane dalla chiglia tagliente, dal felze bruno, dalla prua addentellata, rimontate il Po ed il Ticino!

Sento ora esservi tradizione che l'arca di Noè siasi fermata sopra un alto monte del lago, sopra Intra — l'arca venne copiata; il lenzuolo che coperse le vergogne dell'inventore della vigna venne issato a cima di un coso che non è più bastone e non è ancora albero; un palo lungo lungo a timone; ecco la nautica tradizionale del Verbano. La ripida discesa del Ticino spiega la mancanza di chiglia nei barconi che commerciano con Milano e Pavia; ma le veliere e le barchette che fanno il cabotaggio, malgrado i bei modelli introdotti dai villeggianti, sono sempre conformi all'arca di Noè.

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Compagno, la sbagliate grossa, se credete che io vi vada tessendo una guida. A che una guida, quando il vostro sguardo è tratto soavemente senza ombra di sforzo al bello? Quando la natura si apre liberamente a voi dinanzi? Quale necessità di registrarne le varietà, quando l'armonia v'allaga di arcane dolcezze il cuore? A che una guida?