Nessuno si fida delle indicazioni date per gli alberghi o altro simile, perchè ciò che oggi è buono può essere pessimo domani. Quindi non tutti ignorano che gli scrittori di questa sorta di libri, qualche volta, per poche lire lodano, col dovuto rispetto alle discipline letterarie, il più furfante bettoliere, e d'una trabacca pidocchiosa fanno un castello.
Dopo queste premesse il lettore può pensare se la mia indole girovaga e selvaggia poteva acconciarsi, armonizzare con quelle ispide cifre statistiche! Di più, io sapeva troppo bene che per quanto mi fossi arrovellato per soddisfare i lettori, io non avrei secondato i loro capricci variabili secondo le ore della giornata. I lettori laghisti variano di brama secondo il paese, la villeggiatura ed il giardino..... ed ogni tulipano vorrebbe un inno!
Ma se tu hai desiderio di conoscere più ordinatamente il paese, leggi la Guida di L. Boniforti. È l'unica che lessi senz'annoiarmi, anzi con piacere.
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Non fu mai gloria senz'invidia!
Prov. Ital.
— Pallanza! Pallanza! Chi ha bagagli per Pallanza!
Io che da varii giorni vagava pel lago e non era ancora sceso alla sua capitale politica, vistomi sorridere amabilmente da tante pianticelle fiorite che mi stendevano amorose le braccia, tosto mi lasciai vincere, e dissi fra me: vada per Pallanza, e scesi dal piroscafo S. Gottardo.
— Oh! scusate.... già mi dimenticavo di salutare, prima d'andarmene, il capitano, persona squisitamente cortese.
Disceso a terra m'avviai a sinistra, ammirando case, palazzine e giardini, e così senz'avvedermene fui a Suna, la quale facendo lo gnorri va avvicinandosi a Pallanza, di modo che fra pochi anni Pallanza divorerà Suna o Suna mangierà Pallanza.... seppure — sempre nel futuro — mentre le due sorelle si confondono in un amplesso, non arriva dalle spalle Intra e ne fa un boccone. S'io fossi Intra o Suna — perdonatemi la superba supposizione — io risparmierei Pallanza. L'essere proprio adagiata sull'estremo lembo della collina che dal Monte Rosso declina nel lago abbracciando a sinistra il golfo, proprio in faccia alle isole (quella di S. Giovanni non può risolversi a lasciare la sponda pallanzese), attorniata da vaghissimi giardini; l'essere risparmiata nell'inverno dalle staffilate che la tramontana sferra senza pietà sopra Arona, Intra, Luino e Cannobio; di più la torre antica de' Barbavara, e anzitutto la sua posizione centrale, dovrebbero farle perdonare di essere il capoluogo della provincia.